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3 cose che i multipotenziali detestano

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Da mesi ho deciso di scrivere questo post, ma devo ammettere che non è stato facile. Come si può capire quale stato d’animo negativo è strettamente determinato dall’essere multipotenziale?

Nonostante questo ho individuato ciò che secondo me è detestato da ogni multipotenziale. Fatemi sapere se anche per voi è così o se manca qualcosa.

Ve lo anticipo: sono tutte davvero pesanti. Pronti?

Fare sempre la stessa cosa

Per la loro natura, i multipotenziali non sopportano fare un’unica attività o studiare una materia e approfondirla costantemente per tutta la vita. Non si tratta soltanto di rifiutare mansioni ripetitive, ma anche di avere contenuti, valori e significati che restano sempre uguali a se stessi. I multipotenziali non hanno bisogno solo di varietà, ma soprattutto di molteplicità.

Le etichette professionali

Essere definiti attraverso un solo lavoro è sempre un compromesso difficile. Considerando il presente è limitante poiché un multipotenziale può svolgere più lavori nello stesso periodo. Anche in una prospettiva temporale più ampia che abbraccia tutta la vita, per un multipotenziale è limitante non considerare attività del passato che continuano ad avere un significato importante.
Solo alcuni hanno una professione che permette di sintetizzare una serie complessa di competenze e attività (una di queste è il growth hacking, come ho scoperto intervistando Raffaele Gaito).

Stare fermi

Lo sappiamo bene: i multipotenziali sono sempre in movimento! Lo spostarsi da un’attività all’altra è una delle loro caratteristiche principali. Anche qui si può considerare un periodo ristretto (le attività svolte negli ultimi tre anni) oppure più ampio, che abbraccia tutta la vita lavorativa di un multipotenziale.

 

Approfondiamo ulteriormente questi tre punti.

Non voler fare sempre la stessa cosa è connesso con il concetto di pienezza a cui dedico un capitolo del mio libro. Se ci sentiamo “riempiti” da una attività o da una materia di studio vuol dire che ci ha dato ciò di cui in quel momento avevamo bisogno. Quindi desideriamo altro. Non per noia, ma per desiderio di arricchirci ancora, facendo tesoro di quello abbiamo appreso.
Questo è il nostro modo preferito di essere molteplici!

Cosa è successo quando ti sei scoperto multipotenziale? Probabilmente sei rimasto a bocca aperta per lo stupore. Poi hai tagliato l’etichetta professionale che portavi addosso. E da quel momento hai iniziato a detestare queste etichette.

Alcuni multipotenziali raccontano l’immobilismo professionale paragonandolo al soffocamento. È un’immagine molto forte, ma decisamente efficace per capire quanto sia insopportabile non dedicarsi a nuove attività.

 

Ogni multipotenziale è diverso e ognuno ha la sua lista di elementi negativi. I tre che ho sintetizzato in questo articolo sono i più comuni e sono alla base di un modo di essere che i multipotenziali non considerano soddisfacente.

A partire da uno di questi punti, proviamo ora a farci alcune domande. Ad esempio: nella tua vita professionale c’è qualcosa che ti fa sentire “chiuso”?
Non significa che devi lasciar quel lavoro o far finta che non ci siano determinati aspetti (a volte è impossibile), ma cercare di costruire un nuovo equilibrio inserendo elementi di apertura. Hai mai sentito parlare di job crafting?

Mentre riflettiamo su questo (anche io ne ho bisogno, ovviamente), continuo a scrivere una storia che voglio raccontarti L’ho scritta, eccola qua: ho continuato la storia del giornalista argentino.

 

 

 

 

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Scritto il 11 Agosto 2018
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