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Vi piace la copertina di Multipotenziali?

Libro, Multipotenziali, Multipotenzialità Commenti (0)

Il libro Multipotenziali è uscito da circa un mese e sta riscuotendo un buon successo. Da metà marzo ho scritto diversi articoli per questo blog, gran parte dei quali sulla multipotenzialità. Ora voglio dedicare alcune righe al libro stesso, in particolare alla sua copertina.

Ve lo anticipo: questo post è abbastanza lungo. Volevo parlarvi solo della copertina del libro, ma cominciando a scrivere è venuta fuori una premessa sulla copertina dei libri in generale e sul perché è importante. In fondo, come sapete, sono anche un libraio.

Cominciamo 😉

La prima parte del libro che vediamo è la copertina. Pensateci: entrando in una libreria o passando davanti alla vetrina, cosa vedete? Libri, certo, ma prima ancora copertine. Lo stesso discorso vale per le librerie online. Andate su Amazon o su Ibs o qualsiasi altro negozio online e scegliete la categoria Libri. Cosa vedete? Esatto: copertine.

Lo so, a dire il vero sono immagini e non copertine vere e proprie. Ma vi prego di non chiedermi di approfondire anche questo aspetto altrimenti servirebbe un altro blog 😀

Come sappiamo, le immagini attirano la nostra attenzione molto più del testo semplice. Soprattutto quando siamo bombardati da informazioni. Anche sui social network funziona così. Sfogliano Facebook, ad esempio, il messaggio veicolato dalle immagini ci arriva prima dei post testuali.

La copertina è l’elemento di un libro che attira più rapidamente la nostra attenzione e rende il libro riconoscibile in mezzo agli altri, anche senza leggere il nome dell’autore o il titolo.

Gli esperti di editoria, i lettori e i frequentatori di librerie sanno che spesso alcuni libri hanno delle copertine molto simili. Ciò rende difficile la distinzione tra un libro e l’altro. Ad esempio, si tratta di libri pubblicati da una stessa casa editrice all’interno di una collana editoriale con una impostazione grafica standard. Si differenziano l’uno dall’altro per il testo in copertina (nome autore e titolo) e, ad esempio, una immagine o un altro elemento variabile. Pensate ai libri di Andrea Camilleri pubblicati da Sellerio, o ai libri Adelphi.

Come libraio (ovvero il mio secondo lavoro … o è il terzo?) posso assicurarvi che quando non riesci a trovare un libro e il cliente è lì ad aspettare, il modo migliore per trovarlo è individuare la copertina – magari da una fonte online – e poi mettersi alla ricerca del libro fisico. Nel giro di pochi secondi avrete il libro in mano!

La copertina deve anche presentare il libro prima ancora che il cliente della libreria vada a leggere la quarta di copertina. Per questo l’immagine evoca in qualche modo la storia narrata nel libro o rimanda all’argomento trattato. È molto interessante verificare come i grafici abbiano scelto di rappresentare il contenuto del libro, cercando di attirare e stimolare l’interesse del probabile lettore.

Nel caso di Multipotenziali, la copertina presenta gli elementi testuali canonici che trovate in quasi tutte le copertine. Ovvero: il marchio della casa editrice e della collana, nome e cognome dell’autore, il titolo del libro e, come in questo caso, il sottotitolo.

Ciò che molto probabilmente attira di più l’attenzione è l’immagine di un porta penne pieno di pastelli colorati. La vista dei pastelli è dall’alto e ci dà proprio l’idea di poterne afferrare uno con facilità.

Devo ammettere che non è stato facile arrivare all’idea dei pastelli colorati. Nei mesi precedenti la pubblicazione del libro ho vagliato diverse ipotesi, alcune delle quali mi sembravano convincenti. In fase di revisione del testo ho pensato di rappresentare la molteplicità usando dei pastelli colorati. La mia idea iniziale era abbastanza confusionaria, poi il grafico della casa editrice lo ha razionalizzato in diverse soluzioni. Quella che vedete oggi in copertina mi è sembrata la migliore.

Ogni pastello e ogni colore rappresentano le tante attività di ognuno di noi, anche quelle che abbiamo accantonato anni fa, quelle che stiamo facendo crescere parallelamente al nostro attuale lavoro principale, quelle che intraprenderemo tra qualche anno. Nello stesso tempo rappresentano quindi i nostri percorsi potenziali, i percorsi di studio e professionali passati, presenti e futuri che formano la nostra originale carriera multipotenziale.

Io vi invito a usare più colori per descrivere e raccontare la vostra identità professionale, uno per ogni attività. In questo modo vi accorgerete di avere un biglietto da visita molto più ampio e colorato di quanto avreste immaginato!

 

Allora, vi piace la copertina?

 

 

 

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Scritto il 19 maggio 2018
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