Flessibilità multipotenziale

Flessibilità e autorealizzazione

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Cosa significa flessibilità?

Il dizionario Treccani online riporta:

La proprietà o la caratteristica di essere flessibile, facilità a piegarsi, e, in senso fig., a variare, a modificarsi, ad adattarsi a situazioni o condizioni diverse.

È una qualità attribuibile alle macchine, alle persone e a sistemi organizzati come quello economico e dei prezzi.

Oggi questa parola è molto usata in ambito lavorativo e, per certi versi, fa destare sempre qualche sospetto.
Infatti, cosa viene richiesto di preciso quando un’azienda richiede “flessibilità”?

Spesso (troppo spesso) è un modo “educato” per offrire una forma di lavoro precaria con ritmi da dipendente o orari che prevedono uno straordinario non retribuito.

In Italia una certa accezione negativa della parola “flessibilità” è ormai consolidata. Voglio farti un esempio.
Hai presente il saggio di Richard Sennett che cito anche nel mio libro? Il titolo originale inglese è The corrosion of character e in italiano è stato tradotto con L’uomo flessibile. Non sono mai stato d’accordo con questa traduzione perché nel titolo inglese si parla di “corrosione della personalità”, in quello italiano di un “uomo flessibile”.
Le suggestioni che vengono da questi due titoli sono ben diverse. Forse si è usata la parola “flessibile” perché è da tempo al centro del dibattito sul lavoro nel nostro paese e, nello stesso tempo, evitare di dare al saggio un titolo poco immediato. Ma in questo modo si lascia intendere che la flessibilità distrugga inevitabilmente una personalità.

In realtà la flessibilità è una grande ricchezza nel lavoro. Con vantaggi sia per l’azienda che per il lavoratore.
Significa essere disposti a muoversi in base a circostanze, a esigenze e necessità. Con “flessibilità” si intende anche la capacità di vedere le cose che cambiano e assumono forme diverse. Un lavoratore flessibile è quello che modella la propria professionalità andando oltre la job description, crescendo e arricchendosi.

Per un libero professionista la flessibilità può acquisire ulteriori significati. Ad esempio nell’attuale scenario del mondo del lavoro sempre più aperto, autonomo e individualizzato, essere flessibile e muoversi in un contesto in cui la flessibilità professionale è valorizzata, può portare a interessati forme di autorelizzazione professionale. Si tratta quindi di una professionalità che si modella in base a percorsi costruiti dal professionista. In questo modo non si corrode la sua personalità – di lavoratore e di individuo – ma egli si può realizzare in un nuovo percorso e in una nuova coesione.

Ho approfondito alcuni di questi aspetti in un articolo pubblicato sul sito Manager Italia.

Ti lascio il link qui sotto.

Il nostro lavoro non ci definirà più?

» Lavoro e carriera » Flessibilità e autorealizzazione
Scritto il 12 Febbraio 2019
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