Glenn Cooper

Cosa c’entra Glenn Cooper con la multipotenzialità?

Libro, Multipotenziali, Multipotenzialità Commenti (0)

Come hai conosciuto il mio libro?
Probabilmente gironzolavi per la libreria e hai visto Multipotenziali sullo scaffale, ti ha incuriosito e hai iniziato a sfogliarlo. Oppure lo hai scoperto online, magari leggendo questo blog, e lo hai ordinato su Amazon. O magari hai scaricato il file ebook per leggerlo subito senza aspettare il corriere.

Comunque sia andata, sono certo che al primo capitolo hai pensato: Glenn Cooper? Cosa c’entra Glenn Cooper?

Il primo capitolo di Multipotenziali è dedicato all’autore de La biblioteca di morti e di tanti altri best seller che probabilmente hai letto.
Ora ti spiego perché ho scelto Glenn Cooper per iniziare a parlare di multipotenzialità.

Cosa sai della vita di Glenn Cooper?

No, non ho nessuno scoop da rivelarti, nulla di più di quello che puoi leggere dalla pagina Wikipedia a lui dedicata o dalla breve biografia nei risvolti dei suoi libri.

Proprio leggendo quelle poche righe biografiche su La biblioteca dei morti mi sono reso conto di cosa significa una “carriera molteplice”. E questo è avvenuto molto prima di sentire per la prima volta la parola “multipotenzialità”.

Glenn Cooper non è solo uno scrittore famosissimo in tutto il mondo (il suo ultimo libro è uscito quest’anno in Italia e si intitola I figli di Dio), ma è stato anche archeologo e medico. Inoltre è presidente e Amministratore delegato di una industria di biotecnologie, sceneggiatore e produttore cinematografico.

Mi sembra una carriera a dir poco “variegata”, cosa ne pensi?

Grazie a questo scrittore ho capito quanto fossi attratto da ciò che definisco “molteplicità professionale”. Tra l’altro questo incontro è avvenuto in una fase delicata della mia vita: ero prossimo alla laurea e stavo per entrare nel turbolento mondo del lavoro.

Importantissimo: questa consapevolezza è nata senza che io avessi mai letto una pagina dei suoi libri!

Sì, proprio così. Finora ho letto solo il suo libro più famoso, La biblioteca dei morti, e l’ho letto giusto l’anno scorso.

Non ti annoio con una recensione (anche perché c’è poco da dire, quel libro è un meccanismo perfetto!), ma voglio riprendere con te alcuni momenti del romanzo particolarmente interessanti.

Se non lo hai letto fallo subito senza lasciarti intimorire dalle 400 pagine: è un romanzo molto scorrevole. Invece, se lo hai già letto, ti ricorderai sicuramente di Mark Shackleton, il solitario informatico che lavora … – no, questo non posso dirtelo – e che ha una grande passione: la scrittura.

Non solo la vita di Glenn Cooper, ma anche quella di un personaggio da lui creato è utile a introdurre alcuni concetti alla base della multipotenzialità.

Già dal secondo capitolo del romanzo ci rendiamo conto della duplicità del personaggio. Mark partecipa a un rimpatriata con i suoi vecchi compagni di scuola e tutti gli chiedono cosa faccia nella vita. «Mi occupo di sicurezza informatica» risponde lui. Poi aggiunge «Scrivo anche, come attività secondaria». Qui l’autore sottolinea come questa aggiunta venga pronunciata “con uno scintillio negli occhi”. Ma nonostante questo nessuno dei suoi amici sembra essere interessato alla sua attività secondaria.

Dopo più di cento pagine, quando ormai siamo nel vivo della storia, Mark sta bevendo una birra in un casinò a Las Vegas insieme a Luis, un uomo appena conosciuto. Tra una chiacchiera e l’altra, Luis gli chiede «Che lavoro fai nella vita, Peter?»
Riporto quello che scrive l’autore.
“Mark gli lanciò un’occhiata di sbieco e vide che sulle labbra di Luis era comparso un comico baffo di schiuma. Cosa sarebbe stato quella sera, dunque? Uno scrittore? Un giocatore d’azzardo? Un analista informatico? Come una slot-machine, le possibilità ruotarono finché i rulli non si fermarono.
«Sono uno scrittore» disse.

Avrai notato che c’è un nome in più: Peter. È un nome che Mark usa in particolari situazioni, quando non vuole rivelare la sua identità, ovvero quando non vuole presentarsi come Mark Shackleton l’informatico.
Come puoi vedere la vicenda è molto complicata… e molto intrigante.

Ora hai capito quanti legami ci sono tra Multipotenziali e Glenn Cooper? Leggendo questa parte del romanzo e immaginando una “slot-machine delle professioni” ho pensato subito al capitolo di Multipotenziali dedicato ai biglietti da visita. A volte, anche senza essere in un thriller, ci troviamo in situazioni in cui ci chiediamo: quale biglietto uso per presentarmi?

Ti è mai capitato?

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Ti lascio il link per iniziare a leggere l’anteprima, dove trovi anche il primo capitolo del libro dedicato a Glenn Cooper.

Anteprima (primo capitolo)

Buona lettura.

A presto,
Fabio.

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Scritto il 16 Gennaio 2019
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