multipotenziali e gli altri

I multipotenziali secondo gli altri

Multipotenziali, Multipotenzialità Commenti (4)

L’uomo è un animale sociale, un essere che per farsi ha bisogno di relazioni.

Se questa è la condizione base dell’umanità provate a immaginare quanto sono importanti le relazioni per noi multipotenziali!

In ambito formativo e lavorativo siamo abili nel costruire relazioni tra le varie attività, gli approcci e le persone con le quali collaboriamo.

A volte le relazioni con i professori, con i colleghi, il proprio capo o semplicemente con i familiari, sono particolarmente complicate per la difficoltà di comunicare un diverso approccio professionale.

Aiutatemi a rispondere a questa domanda: come comunicare un approccio multipotenziale?

Per poter rispondere, secondo me è importante capire come gli altri ci vedono. Anche negativamente.

Io ho individuato tre modi di vedere i multipotenziali e, nello specifico, tre pregiudizi negativi. Ce ne sono sicuramente altri – negativi e positivi – quindi scrivi nei commenti quelli che ti vengono in mente così ci ragioniamo un po’.

Nonostante queste tre “visioni” abbiano un’accezione negativa, possono essere uno stimolo a valorizzare la nostra multipotenzialità. Vediamole insieme:

 

Smarriti

Non sanno che pesci prendere, dove andare a parare, quale percorso di studi scegliere, quale lavoro, carriera e in generale cosa fare della propria vita, cosa e chi diventare.
In realtà si tratta di una condizione che riguarda molte persone in diverse fasi della loro vita. Per i multipotenziali questo smarrimento non è una ricerca romantica o un esercizio di serendipità, ma la base per la costruzione di un percorso molteplice.

Senza strada

Spesso questa definizione viene data da chi ha una idea di carriera lineare e non riesce a immaginarne una che non abbia questa impostazione. In realtà per i multipotenziali ci sono tante strade. Come abbiamo visto, per Tamara Fisher la multipotenzialità è “la condizione di chi ha molti talenti eccezionali, ognuno o la maggior parte dei quali possono costituire una buona carriera per quella persona”.
Le tante strade non sono possibili solo la fase scolastico-formativa di una persona. Infatti, la molteplicità delle carriere riguarda anche chi è maturo e già da diversi anni è inserito nel mondo del lavoro.

Per chi sogna un percorso molteplice, oggi è il momento giusto per realizzarlo.

Inconcludenti

I multipotenziali sono quelli che fanno tanto ma non concludono. Lasciano tutto a metà!
In realtà i multipotenziali hanno una diversa concezione di ciò che significa “concludere”.
Per un multipotenziale “concludere” o “raggiungere l’obiettivo” non corrisponde mai con la stasi.

Ad esempio, i multipotenziali pensano al nuovo corso di studi mentre lavorano alla tesi di quello in conclusione. È capitato anche a te vero?

 

Come hai visto, da tre visioni in negativo possiamo trovare lo stimolo per una maggiore coesione in base a ciò che per noi multipotenziali ha veramente senso.

Aiutami ad arricchire questa lista: come ci vedono gli altri?

 

 

» Multipotenziali, Multipotenzialità » I multipotenziali secondo gli altri
Scritto il 29 agosto 2018
Scritto da
, , ,

4 Responses to I multipotenziali secondo gli altri

  1. JUTTA HEUPEL ha detto:

    Ciao Fabio … Ci vedono diversi. Come veniamo dal marte o la luna.
    E lo trovo molto triste che loro vedono noi un po’ come un handicap. Mi hanno trattato spesso come un looser. Anche i miei famigliari.

    Un caro saluto e per me è sempre bello leggere i tuoi articoli.

    Jutta

  2. Simona ha detto:

    In realtà ero io che mi vedevo “in negativo”
    La mia curiosità, la mia voglia di fare mille cose, mi ha sempre spinto a dare priorità a quello che nei vari periodi della mia vita mi interessava maggiormente… e a lasciarlo appena avevo soddisfatto la parte che mi incuriosiva. Imparando tanto, tantissimo, ma spesso non “concludendo” il previsto dal percorso standard. Sono cresciuta con il mantra di mia madre che dovevo laurearmi, ed aver interrotto, poi ripreso, poi cambiato il mio percorso di studi, alternandolo con vari hobby e vari lavori, mi ha fatto ritrovare sempre con le cose lasciate a metà. Così, dai miei 18 fino ai miei 35 anni anni circa. Ho vissuto con quella spiacevolissima sensazione di fondo di essere “in ritardo”. Aver sprecato tempo, non aver concluso nei tempi dovuti.
    E tutti intorno a me mi sembrava mi vedessero cosi.
    Finché un giorno, è successo un po’ tutto insieme, un po’ per magia, mi sono laureata col massimo dei voti, ho preso un master di secondo livello (che avevo ovviamente studiato già prima di laurearmi, ho concolidato la mia attività professionale già iniziata in sordina da 10 anni prima di laurearmi, sono diventata un punto di riferimento sei clienti per tutto ciò che era azienda, fisco, contratti, finanza, contenzioso tributario, ed ho fondato, parallelamente, una startup in tutto altro campo. Tutto insieme. E ho messo insieme tutti i puntini, con la nuova consapevolezza che fossi anni luce avanti rispetto a mille miei coetanei. E alla fine ho letto per caso di questi “multipotenziali” capendo finalmente il Perché di questo percorso un po’ strano.
    E tutti intorno a me mi vedevano con occhi diversi.
    Il problema non era come mi vedevano gli altri, ma come mi vedevo io.

    • Fabio Mercanti ha detto:

      Ciao Simona, il tuo commento è ricchissimo e ci aiuta a capire come un percorso prestabilito a volte non è l’unica risposta per costruire una carriera soddisfacente. Crescere e riuscire a mettere insieme le tante parti di ciò che abbiamo imparato e continuiamo a imparare è una abilità importante e, secondo me, sempre più rilevante.

      Ti ringrazio davvero per questo validissimo contributo.

      A presto,
      Fabio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

×
×