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Lavoro e multipotenziale: le spinte innovative

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Quando si parla di multipotenzialità la questione principale che viene a galla è: che lavoro può fare un multipotenziale?

Insomma, ci si sente dire: ok, ne hai combinate tante e sai fare pure un sacco di cose, ma in pratica per cosa puoi essere utile? Qual è il vantaggio di lavorare con un multipotenziale?

E qui spesso i multipotenziali si bloccano. Oppure fanno leva su questioni per loro molto importanti ma che spesso non vengono facilmente comprese dalle altre persone.

“Sono versatile”, “sono curioso e ricco di interessi”, “apprendo rapidamente e sono flessibile” sono tutte qualità che giocano a fare di un multipotenziale un soggetto interessante, ma non sempre vengono percepite in assoluto come un valore aggiunto.

In base alla mia esperienza e a quella di altri “molteplici” con cui ho chiacchierato (ti lascio sotto i link alle interviste) mi sono reso conto che ci sono almeno due strategie utili.

 

Dividere e applicare

Hai più percorsi e più esperienze in diversi settori? Ci sono dei collegamenti? Molto spesso è così, anche se dall’esterno non sempre si vede. Quindi a volte è difficile valorizzare le connessioni tra i campi. Oltre alla valorizzazione delle connessioni può essere utile presentare una parte di sé rendendola così più comunicabile e poi valorizzarla ulteriormente con tutto il resto delle competenze eterogenee.

A riguardo mi viene in mente l’intervista a Lorenzo Abagnale. Lorenzo ha una duplice identità professionale di speaker e copywriter – che riassume originalmente in copyvoicer – ed è consapevole di dover scindere questa doppiezza per entrare nel mercato del lavoro. Ma è altrettanto consapevole che il suo valore sta proprio nel far dialogare continuamente queste due identità che, solo sulla carta, lo dividono.

Questa è l’intervista completa a Lorenzo Abagnale.

 

Unire e comunicare

Dalla multipotenzialità, dalla commistione tra più interessi e attività, possono nascere idee e progetti utili alle aziende. Sai proporre ciò che nasce dalla tua multipotenzialità? Spesso le aziende non sanno di aver bisogno di un approccio multipotenziale, di una figura di intersezione che può suggerire opportunità, trovare soluzioni ai problemi e innovare.
Un multipotenziale deve quindi saper costruire e promuovere questi incontri.

Questo approccio è ben spiegato da Raffale Gaito nell’intervista su multipotenzialità e growth hacking. “Non uso bigliettini, non uso curriculum. Preferisco lavorare di contenuti e usare bene i social media per fare un’attività di inbound. In parole povere: sono i clienti a venire da me. […] spesso capita che chi mi cerca voglia proprio la multidisciplinarietà che è tanto temuta in altri casi”.

Come consiglia spesso Raffaele nei sui canali social, bisogna riuscire a comunicare alle aziende cosa possiamo fare per loro. E questo è molto di più che candidarsi per una posizione aperta.

Qui l’intervista completa a Raffaele Gaito.

 

Due approcci per valorizzare la propria multipotenzialità nel lavoro: dividere e applicare/unire e comunicare. Click To Tweet

 

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Mi sembrano due approcci molto interessati sui quali possiamo continuare a confrontarci. Quale credi sia più efficace per te?

Sai, proprio ora mentre sto scrivendo, mi viene in mente che forse una tra le più importanti capacità di un multipotenziale sia proprio quella di mantenere una certa flessibilità e versatilità tra questi due atteggiamenti.
Cosa ne pensi?

 

 

 

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Scritto il 13 novembre 2018
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