minimalismo

Vivi leggero: scegliere minimalista ed essere multipotenziale

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Cosa c’entra la multipotenzialità con il minimalismo?

 

Se dico “minimalismo” cosa vi viene in mente?

A me una corrente letteraria e narrativa statunitense diffusa soprattutto a partire dalla seconda metà del Novecento. Per fare un nome: Raymond Carver.
Il minimalismo è stata anche una corrente artistica – la minimal art – diffusa dagli anni Sessanta del secolo scorso.
Sia le opere d’arte che quelle letterarie sono caratterizzate da uno stile semplice, per certi versi scarno e dalla presenza di elementi geometrici e vicende quotidiane, presentati e narrate in maniera impersonale.

Un altro significato che oggi attribuiamo alla parola “minimalismo” è relativo a un modo di essere e di vivere.

Un punto di riferimento imprescindibile per capire il modo di vivere minimalista – e magari adottarlo – è il libro di Regina Wong Vivi leggero (Tre60, 2018). Il principio del minimalismo proposto nel libro è (apparentemente) molto semplice: rivalutare le priorità.

 

Vivi leggero Regina Wong

 

Lo so, vi state chiedendo cosa c’entri il minimalismo con la multipotenzialità. Devo anticiparvi che l’accostamento tra questi due approcci alla vita è davvero interessante, ma prima è necessario parlare ancora di minimalismo.

Secondo Regina Wong per vivere minimalista è necessario eliminare tutto ciò che è di troppo, che non è indispensabile, fare ordine e concentrarsi sull’essenzialità. Ciò avviene nella dimensione individuale e porta a un vero rinnovamento della persona e del suo modo di valutare ciò che la circonda.

È facile intuire come questo approccio sostenga una critica al consumismo. Vivere minimalista significa anche manifestare il proprio dissenso verso una cultura che ci invita a comprare e consumare, illusi che quel benessere temporaneo sia una delle nostre più alte aspirazioni. In realtà, ci fa notare l’autrice, siamo circondati da cose che non usiamo, che non ci rendono felici e magari ci siamo anche indebitati per averle e stiamo facendo sacrifici per pagarle.

Il minimalismo non promuove la privazione, ma una sana e felice ricerca di ciò che veramente ci fa stare bene. Per questo è necessario sviluppare una scala di valori personale e originale e non già confezionata da qualcun altro per poi essere adottata.

Non basta possedere meno. Anzi, bisogna possedere in misura maggiore ciò che ha un valore più alto, un significato per noi rilevante. Questo comporta una trasformazione della nostra vita, anche in ambito lavorativo e nel rapporto con gli altri.

La domanda che dobbiamo porci è: questa cosa – o questa scelta o azione – aggiunge valore a me stesso e alla mia esistenza? Mi fa vivere la libertà e il piacere di essere me stesso?

Nel libro Regina Wong parla molto della sua esperienza e delle sue conquiste. La sua ricerca di senso non prescinde però da una solida organizzazione. Non a caso l’autrice fa riferimento all’arte del riordino – non solo di cose e oggetti – già divulgata da Marie Kondo con il famoso libro Il magico potere del riordino (Vallardi, 2018). Questa disciplina aiuta ad avere una visione più completa degli spazi, delle risorse e della propria vita.

 

marie kondo il magico potere del riordino

Minimalismo e multipotenzialità

Parlando online di multipotenzialità nei vari gruppi e community, è emerso che l’approccio minimalista ha principi che possono essere molto utili ai multipotenziali.
Di questo accostamento abbiamo a lungo discusso con Stefano Mancia, uno dei primi lettori del mio libro sulla multipotenzialità.
Stefano è un multipotenziale e segue il blog The Minimalists. In questo sito trovate gli articoli, i podcast e i documentari di Joshua Fields Millburn e Ryan Nicodemus, due ragazzi che stanno insegnando il minimalismo a tutto il mondo.

Apparentemente, multipotenzialità e minimalismo hanno poco a che vedere.
A una prima analisi linguistica, questa lontananza è ben evidente: la molteplicità da una parte e la riduzione al minimo dall’altra.
In realtà, la molteplicità dei multipotenziali, così come il saper ridurre al minimo indispensabile dei minimalisti, richiedono una capacità imprescindibile: saper fare scelte.

È vero, ognuno di noi quotidianamente fa delle scelte, ma i multipotenziali hanno un particolare rapporto con questa necessità: devono imparare a spostarsi e dare valore a una molteplicità di interessi, passioni e lavori. La scelta è quindi utile per equilibrare le varie attività, costruire un percorso professionale originale e molteplice, dare senso alla propria carriera e alla propria vita.
Se così non fosse il multipotenziale si perderebbe tra mille attività diventando inconcludente. Esattamente come un individuo che si circonda di oggetti e mantiene abitudini e convinzioni che non danno valore alla sua vita.
In entrambi i casi, tutto sarebbe apparentemente pieno, ma non soddisfacente e senza un significato valido per quella persona.

Sia il multipotenziale che il minimalista devono quindi avere una forte consapevolezza di se stessi e di ciò che li circonda.

Quanto sostenuto dal minimalismo è molto utile a noi multipotenziali. Sappiamo infatti quanto sia importante saperci muovere tra le tante attività e passioni e liberarci da attività che momentaneamente o definitivamente non hanno valore per noi.
Dobbiamo imparare a valorizzare quello che per noi è importante ed essenziale, fare ordine, organizzare, costruire significato e farlo in maniera originale, senza seguire un percorso o un modo di essere preconfezionato da altri.

Le carriere lineari e verticali, stabilite a priori offrono probabilmente un stipendio crescente, ma questo per il multipotenziale non è prioritario se in cambio deve dare “fedeltà” a vita e perdere la propria libertà. Una libertà che il minimalismo intende conservare riducendo il più possibile la spesa sottomessa all’imperativo “comprare-consumare-comprare” che si ripete all’infinito.

Entrambi questi modi di vivere promuovono, ognuno secondo le proprie peculiarità, una economia della felicità professionale e del possesso che intende liberarci del superfluo. Questo in favore di una nuova valorizzazione di noi stessi e dei nostri talenti, delle nostre capacità e di quello che possiamo costruire.

Ci sarebbe molto altro di cui parlare, ma già in queste righe ci sono buoni stimoli per una conversazione. E sono sicuro che voi ne darete di nuovi e validi.

 

minimalismo

 

Di solito gli articoli, i saggi o i libri hanno in epigrafe una frase che fa da guida a tutto il ragionamento o alla storia che segue. Anche il mio libro Multipotenziali ha una citazione in epigrafe, alla quale tengo molto. Spesso si tratta di una frase scritta o pronunciata da uno scrittore, da un professore, da un politico, da un attore. Insomma, qualcuno più o meno famoso o memorabile.

Non ho inserito nessuna citazione all’inizio di questo articolo perché credo sia più efficace ora, alla fine. Non ho scelto un aforisma o la battuta di qualcuno molto conosciuto, ma la riflessione di una persona qualunque: un multipotenziale unico.

Credo che il decluttering più apprezzato dal multipotenziale sia quello di disfarsi dei luoghi comuni, dei modelli di vita specializzati, della noia di incappare in situazioni standardizzate e strade già percorse. Tutti lo incitano a tagliare un determinato traguardo, ma questa non è la sua ambizione. Per lui è importante capire di aver raggiunto uno o molteplici traguardi personali, anche senza ovazione, ma capaci di rinnovare la sua esistenza.

(Stefano Mancia)

 

PS: questo articolo è stato scritto “a due teste” seppur lontane quasi 700 Km: fateci sapere se vi piace e cosa ne pensate di minimalismo e multipotenzialità.

A presto.

 

 

 

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Scritto il 24 giugno 2018
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