Multipotenzialità

Barbara Kerr: un approccio psicologico alla multipotenzialità

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Caratteristiche e problematiche dei multipotenziali secondo la psicologia.

Come anticipato nel precedente post, approfondiamo ancora la nascita e la diffusione del termine multipotentiality.

 

A partire dagli anni Novanta, Barbara Kerr – psicologa dell’educazione e docente di psicologia del counseling – ha contribuito notevolmente allo studio della multipotenzialità.

Barbara Kerr si è occupata anche di percorsi educativi per studenti particolarmente dotati e talentuosi.

La scelta del percorso formativo e professionale di un individuo spesso avviene quando è molto giovane, nel periodo in cui i ragazzi e le ragazze sviluppano talenti, abilità, passioni e conoscenza. I “grandi” – professori e insegnanti – sono più o meno attenti alle loro doti e ai loro limiti. Generalmente pensano che, crescendo, i loro figli e i loro alunni si adatteranno a una carriera, a un percorso di studi e professionale e lo seguiranno con interesse, raggiungendo ogni obiettivo necessario.

In realtà questo passaggio dall’istruzione alla carriera non è semplice come spesso si crede. Alcune volte è determinato da genitori o parenti che, con l’ausilio o meno degli insegnanti, individuano per i loro figli la strada ritenuta migliore tra le possibili. Pur facendo attenzione alle abilità del proprio figlio/a, il rischio può essere quello di non comprenderne la complessità. E quindi di ridurre ogni ragazzo/a a un’idea di studente (e poi di lavoratore-professionista) “tipico”: ovvero colui che, indipendentemente dalle doti, segue un percorso d’istruzione, formativo e professionale determinabile a priori.

Il lavoro di Barbara Kerr e di altri studiosi come lei è stato proprio quello di analizzare queste problematiche relative alla pianificazione e allo sviluppo delle carriere.

In questo contesto lei fa riferimento alla multipotentiality, definendola come “la capacità di selezionare e sviluppare più carriere (career options) a causa di un’ampia varietà di interessi, talenti e abilità”.

Questa è una definizione di multipotentiality che richiama per molti aspetti quella proposta da Frederickson. È però importante capire quale sia il percorso di ricerca di Barbara Kerr, come arrivi a questa definizione e quindi quali siano gli sviluppi della sua indagine.

Uno dei problemi principali dei multipotenziali è quello dovuto al ritardo. Chi ha molte doti e interessi può avere difficoltà a decidere come sfruttare queste capacità in una o più carriere. Voglio sottolineare un aspetto: la difficoltà principale non è solo cosa scegliere, ma soprattutto come continuare a dare senso nel tempo a quanto si è appreso, alle esperienze fatte e alle proprie scelte.

Barbara Kerr sottolinea che spesso questa difficoltà nasce in chi ha almeno due attività nelle quali eccelle, ad esempio una materia scolastica e uno sport o un’arte. Si tratta di persone che si sentono adatte a fare molte cose, a rivestire più ruoli lavorativi.

La difficoltà di scelta determina ritardo. Non sapendo scegliere e continuando a coltivare senza raccogliere frutti, si rischia di perdere tempo e quindi una risorsa necessaria per ottenere risultati, anche economici, dalle proprie attività.

 

Siete d’accordo? Avete avuto questa difficoltà o siete stati sempre in grado di scegliere quali carriere intraprendere?

Nei post futuri approfondirò altre problematiche relative all’essere multipotenziale: suggeritemi idee e raccontate le vostre esperienze.

Nel prossimo articolo invece vi presenterò un’altra studiosa della multipotentiality: Tamara Fisher.

 

 

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Scritto il 26 aprile 2018
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