Refuse to choose!

Refuse to choose! di Barbara Sher

Libro, Multipotenziali Commenti (0)

Il libro della coach americana che ha ispirato Emilie Wapnick.

Non scegliere!

Potrebbe essere questa una traduzione poco letterale del libro Refuse to choose! di Barbara Sher pubblicato nel 2006. Come il libro di Margaret Lobenstine The Renaissance Soul, anche Refuse to choose! non è stato tradotto in Italia. E, come The Renaissance Soul, anche Refuse to choose! sviluppa molti concetti che saranno poi ripresi da Emilie Wapnick.

Li ho sintetizzati in questa semplice infografica.

Nel suo libro, Barbara Sher parla di «scanner» ovvero persone che hanno interessi vari, coltivati in maniera non approfondita ma “a scansione”, quasi passandoci sopra e analizzando velocemente, proprio come per scannerizzare un documento.

Uno scanner non sopporterebbe mai un lavoro stabile e ripetitivo. Piuttosto sente l’esigenza di esprimersi attraverso diverse passioni, interessi, attività ed è mentalmente iperattivo. Uno scanner non vuole specializzarsi in nessuna delle cose che ama, perché questo significa rinunciare a tutto il resto. La sua sfida è trovare un filo conduttore tra i vari interessi e attività, accostarli e creare così qualcosa di nuovo.

Scanner e multipotenziali

Come puoi notare la descrizione degli scanner proposta da Barbara Sher è simile dei multipotenziali di Emilie Wapnick. Il linguaggio che le due scrittrici usano è tipico della letteratura self help e fa leva sulla difficoltà degli scanner e dei multipotenziali di sentirsi compresi e accettati dalle altre persone, ad esempio i familiari.

Per entrambe uno degli aspetti più importanti è l’accettazione di sé e la realizzazione in base ai propri interessi e capacità.

La Sher avanza anche una “storia dell’essere scanner” sostenendo un passato in cui gli scanner erano riconosciuti e sostenuti. Secondo lei la situazione è cambiata dalla Guerra Fredda in poi, quando Usa e Urss hanno iniziato a puntare tutto sulla specializzazione tecnica.

Questa ricostruzione è a mio avviso molto semplicistica e sembra più che altro volta ad esaltare la ricerca di motivazione di chi si riconosce nella definizione di scanner. Infatti in questo modo si compie l’errore – per certi versi simile a quello di Margaret Lobenstine quando parla di Renaissance Soul e di Emilie Wapnick quando parla di multipotenziali e Rinascimento – di costruire una teoria nel presente e applicarla al passato.

Infatti mi chiedo: siamo proprio sicuri che nei primi del 900 gli scanner – così come li definisce oggi la Sher – venivano accettati ed esaltati? E nel secolo precedente?

Queste teorie si basano su un paradigma secondo me poco attendibile. La Wapnick, la Sher e la Lobenstine, nel parlare rispettivamente di multipotenziali, scanner e renaissance soul, si basano su un messaggio motivazionale fondato su alcuni punti fermi:

  • Tu sei speciale
  • Oggi molti non ti capiscono
  • Nel passato non era così
  • Segui la tua strada perché sei in compagnia dei migliori.

Queste descrizioni sono potentissime e spesso molto efficaci, ma rischiano di perdere il loro valore nel breve tempo.

Infatti, senza una attenta contestualizzazione, restano definizioni a uso e consumo di quanti si riconoscono ora scanner, ora rinascimentali, ora multipotenziali.


Puoi dare un’occhiata al sito di Barbara Sher

Oppure puoi approfondire alcuni risultati del paradigma motivazionale in questo articolo

A presto,

Fabio

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Scritto il 8 Maggio 2019
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