Sono un multipotenziale

Sono un multipotenziale?

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Sciogliamo alcuni dubbi sulla multipotenzialità.

 

Ripensa a 5 anni fa: conoscevi e usavi la parola multipotenzialità? Io no, non ne avevo mai sentito parlare.
Invece sono sicuro che negli ultimi anni ti sia capitato di leggere questa parola da qualche parte. Ad esempio in articoli o post che ti hanno stimolato alcune domande e considerazioni.

Con questo articolo voglio rispondere ad alcune domande che probabilmente ti sei fatto. E voglio sciogliere i dubbi più diffusi sulla multipotenzialità.
 

Faccio tante cose, sono un multipotenziale!

Avere tante attività e dover “fare tante cose” nell’arco della giornata non significa essere multipotenziale. Avere una giornata piena o sentirsi oberati dai tanti impegni quotidiani dipende da vari fattori, ma spesso non c’è legame con la multipotenzialità.
 

Sono multitasking e quindi multipotenziale.

A volte questi due concetti vengono avvicinati fino a diventare sinonimi. Il risultato è un gran confusione! Per questo sto scrivendo un post di approfondimento su multitasking e multipotenzialità che presto pubblicherò qui sul blog.
Brevemente: multitasking è svolgere molti task insieme, multipotenzialità è un approccio formativo e professionale che alla base ha la molteplicità.
 

Non so cosa fare nella vita: è dovuto alla mia multipotenzialità.

Nella home del blog puoi leggere qualcosa di simile, ma bisogna fare una precisazione. Il non sapere quale strada prendere (quale corso di studi, quale attività professionale, etc.) non ha alla sua base la multipotenzialità. Piuttosto può dipendere da diversi fattori (ad esempio psicologici).
Spesso il non volersi riconoscere in una e una sola identità professionale (io sono un impiegato bancario e stop) alla sua base ha il desiderio di sviluppare la propria multipotenzialità. Se è così bisogna valorizzarla per il proprio benessere nel lavoro (e personale).
 

Anche io sono multipotenziale: mi sto reinventando.

Altra visione molto diffusa, ma fuorviante. Il reinventarsi professionalmente è un processo a volte difficile che arriva dopo un evento traumatico quale può essere il licenziamento. Per fare un esempio, nel mio romanzo Operatori racconto la storia di un libraio over 40 che dopo il licenziamento trova lavoro in un call center. Guido Conforti, il protagonista della storia, non avrebbe mai voluto lasciare il suo lavoro, eppure è stato costretto a reinventarsi. Un multipotenziale invece non si reinventa per un obbligo esterno: è lui stesso che ricerca la molteplicità.
 

Ho più di un lavoro: ecco la mia multipotenzialità!

Chi di noi non ha fatto due lavori part time nello stesso periodo? La mattina uno e il pomeriggio l’altro. Oppure per 5 giorni un part time e il weekend un altro lavoro per arrotondare.
Spesso questa situazione è determinata da una serie di fattori che non sono legati alla multipotenzialità. Le necessità economiche possono essere uno di questi.
Anche io mi divido tra diversi lavori. Non lo faccio perché obbligato, ma perché altrimenti sarei Fabio Mercanti a metà.

 

Queste sono alcune false credenze sulla multipotenzialità. Spesso nate da accostamenti che creano confusione, come quello tra multipotenzialità e multitasking. È normale, siamo solo all’inizio di questo dibattito, ma è importante non confondere la multipotenzialità con altri fenomeni o modi di essere che hanno già un nome. Altrimenti non comprenderemo mai il valore espressivo di questo concetto.

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Probabilmente ti sono venute in mente altre false credenze sulla multipotenzialità da aggiungere a questa lista. Parliamone nei commenti, sui social oppure scrivimi una email.

Confrontiamoci in tutti i modi: è molto utile per migliorare il dibattito sulla multipotenzialità.

 

Ci sentiamo presto,

Fabio.

 

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Scritto il 2 ottobre 2018
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