Supercompetente

Supercompetente o multipotenziale?

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Cosa è la supercompetenza e quali sono le caratteristiche del supercompetente.

In questo articolo metto a confronto la specializzazione, la supercompetenza e la multipotenzialità.

 

Lo so: titolo sembra quasi uno scioglilingua. Supercompetente e multipotenziale sono infatti due parole composte e, per comprenderle, dobbiamo separarne i singoli elementi.

Abbiamo già analizzato la multipotenzialità da una punto di vista linguistico e semantico, separando multi dalla parola potenzialità. Allo stesso modo, per supercompetente, possiamo dividere l’elemento super dalla parola competente.

Super deriva dal latino e indica ciò che sta sopra, che è superiore. Oggi viene usato spesso in riferimento a qualcosa di ottima qualità, che eccede dal normale, che supera quindi la norma, che va oltre un limite (visto? anche nello stesso verbo super-are c’è l’elemento super) e spesso anche per sottolineare un aspetto o attirare l’attenzione. Non a caso viene spesso usato nei messaggi promozionali (ad esempio: supersconti).

Competenza viene da competere ovvero essere idoneo e capace nella competizione con qualcuno che lo è altrettanto. Una persona che ha competenza ha quindi cultura, esperienza, capacità e abilità di parlare e di occuparsi di qualcosa, di svolgere un lavoro. Questo indipendentemente dal proprio settore.

Un supercompetente è quindi una persona che ha una competenza superiore alla norma e, grazie alla propria cultura e alle proprie capacità, può offrire un servizio o un prodotto di altissima qualità.

 

Quello che però resta da capire sono i confini di questa competenza. O meglio: di questa supercompetenza.

Per certi aspetti il supercompetente è quindi uno specialista al di sopra della norma, qualcuno che conosce molto bene il proprio campo, il proprio settore. Ma questo campo non è delimitabile, quindi un supercompetente lo può ampliare in base alle potenzialità di cui dispone e che può sviluppare. Ciò dipende, ovviamente, dal soggetto e dal proprio campo di studio e lavoro.

 

Secondo voi è più vicino allo specialista o al multipotenziale?

 

Un supercompetente, ad esempio, si occupa di un intero flusso di lavoro: ideazione, progettazione, realizzazione, diffusione e/o vendita. Capite bene che è necessario avere competenze molto vaste e anche diverse tra loro.

Nel settore dei libri (faccio questo esempio perché quella del libro è una filiera che conosco bene) chi ha una supercompetenza è in grado di occuparsi dell’ideazione del prodotto in tutte le sue fasi: contatti con l’autore (o gli autori), analisi di mercato, progettazione, consulenza in fase di scrittura, editing. Quindi la realizzazione editoriale: grafica, correzione delle bozze, lavoro di redazione. Inevitabilmente tutto ciò che riguarda la realizzazione fisica del libro, come la stampa e la digitalizzazione. La distribuzione nei diversi canali di vendita, fisici e virtuali. La comunicazione e la promozione del prodotto online e offline, quindi, per fare degli esempi, l’attività sui social network, quella di ufficio stampa e l’organizzazione di eventi e presentazioni del libro. Inoltre, conosce tutto ciò che riguarda la contrattualistica e i diritti d’autore e, magari, anche gli aspetti amministrativo-contabili. In più, in caso di traduzione, può occuparsi dei rapporti con l’estero.

 

Sono sicuro che avete riconosciuto alcuni aspetti della multipotenzialità.

 

Come possiamo vedere si tratta di attività molto diverse tra loro che richiedono più competenze. Averne solo un paio non basta, soprattutto se ci presenta come liberi professionisti, esperti in un settore. Solo chi è in grado di sviluppare una competenza che va oltre il proprio campo iniziale (ad esempio la correzione delle bozze o la realizzazione grafica) può allargare le proprie conoscenze e avere una visuale più ampia dei progetti da realizzare. Quindi offrire un vantaggio competitivo.

Date le sue conoscenze e l’ampiezza delle sue attività, un supercompetente è in grado di ridurre i costi grazie a un maggior coordinamento operativo, un più attento controllo delle spese e delle varie fasi di realizzazione. Inoltre, è un referente unico in grado di dialogare con clienti ed eventuali specialisti con i quali sceglie di collaborare e ai quali delega alcune attività. Questo avviene nel caso abbia molto lavoro o perché si ritengono necessarie le competenze di uno specialista.
Il supercompetente è in grado di supervisionare (ecco che torna l’elemento super) ogni aspetto, conoscere e capire il workflow dello specialista con il quale collabora, anticipare difficoltà e problematiche e individuarne subito la soluzione.

La supercompetenza è una particolare forma di specializzazione che abbraccia ogni aspetto di uno o più settori. Perciò è necessario sviluppare delle capacità molteplici ed avere molti interessi. L’aggiornamento è continuo, le sfide quotidiane e bisogna essere in grado di anticipare i tempi. Questo è utile per avere una visione d’insieme del proprio settore sempre aggiornata, soprattutto se alcune attività di questo evolvono rapidamente.

Allo stesso modo, la supercompetenza è un modo di realizzare la multipotenzialità.

Nel mio libro distinguo infatti due tipologie principali di multipotenziale, in base al tempo e allo spazio. Un supercompetente rientra tra quelli in grado di spaziare, di espandere le proprie competenze a partire da un punto fermo, un settore preciso, e sviluppare abilità ed esperienze in ogni ambito e attività ad esso connesso. Come nell’esempio sopra riguardante il mondo del libro.
 

Ci accorgiamo quindi che lo specialista, il supercompetente e il multipotenziale sono figure in stretta relazione tra loro, figure diverse ma complementari e necessarie in un mondo del lavoro che richiede professionalità nuove, complesse e flessibili.

 

Conoscete molto bene altri settori? Come può espandersi un supercompetente?

Ne parliamo nei commenti o sui social.

A presto.

 

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Scritto il 26 Maggio 2018
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