Multipotenzialità

Tamara Fisher: talenti e multipotenzialità

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La multipotenzialità è una benedizione o una maledizione?

Nel nuovo millennio le possibilità di scelta sono davvero moltissime. Per un multipotenziale questa potrebbe essere una grande opportunità o accentuare le difficoltà.

Tamara Fisher si occupa dell’educazione di bambini dotati i quali, a volte, sono multipotenziali. Hanno abilità intellettuali avanzate e una intensa curiosità, quindi possono eccellere in molti campi.

Lei definisce multipotentiality come “la condizione di chi ha molti talenti eccezionali, ognuno o la maggior parte dei quali possono costituire una buona carriera per quella persona”.

La sua specializzazione le ha permesso di studiare opinioni e stati d’animo di giovani studenti alle prese con una delle scelte più importanti della loro vita: la carriera.

Come scegliere una carriera tra le tante possibili?

Questa varietà di percorsi può essere positiva per alcuni studenti, ma devastante per altri. Infatti, avere tante cose tra cui scegliere può essere piacevole, ma dover decidere cosa fare per molti anni fa paura. Perché se da un lato la possibilità di scelta è sicuramente positiva, dall’altro complica l’atto decisorio proprio di quelle persone che per loro natura hanno molti interessi anche diversi tra loro.
Come già evidenziato da Barbara Kerr nel precedente articolo, il rischio è quello di perdere molto tempo nel decidere cosa fare. E anche, aggiungerei, nel capire come farlo.

Si tratta di decisioni che possono rivelarsi “estenuanti e stressanti”.

Tamara Fisher ha intervistato alcuni studenti, orientativamente dai 10 ai 15 anni. Molti di questi avevano le idee chiare riguardo la loro carriera, altri invece avevano una lunga lista di percorsi possibili. Per alcuni di questi la scelta risulta ardua perché non hanno trovato il loro talento specifico e in generale sono entusiasti per le tante possibilità ma nello stesso tempo impauriti dal non poter seguire più carriere perché troppo diverse tra loro.

In questa fascia di età non è piacevole dover scegliere definitivamente la propria vita professionale. O almeno avere l’impressione di doverlo fare.

Alle soglie dell’università e anche in seguito, grazie alle scelte fatte finora e alla consapevolezza di quelle future, ci si rende conto di quali sono i reali interessi. Una studentessa in questa fase, intervistata da Tamara Fischer, ha evidenziato l’importanza di prendere più strade e quindi comprendere meglio le proprie doti e potenzialità in più campi.

Il lavoro di Tamara Fisher è molto importante perché è un’indagine che non parte dal concetto stesso di multipotenzialità, ma dagli individui. In questo modo sono loro stessi che esprimono e vengono stimolati alla consapevolezza di quella che viene definita multipotentiality. Lasciando così che emergano anche le problematiche connesse a questo modo di essere.

Dalle interviste si comprende anche un altro aspetto importante: si può essere multipotenziale in vari modi e si può esprimere in maniera diversa la propria multipotenzialità. Anche la passione e l’interesse in un solo, vasto, settore può avere le caratteristiche tipiche della multipotenzialità. Ad esempio, un giovane appassionato d’informatica che non sa scegliere se essere sistemista o programmatore e quali linguaggi studiare principalmente. Non sa quindi come poter abbracciare questa complessità, che prima di tutto è una sua complessità.

Questo tipo di difficoltà di scelta potrebbe portare allo sviluppo di un approccio multipotenziale che Emilie Wapnick definisce Hug approach.

Rimando l’approfondimento al prossimo articolo, dedicato proprio alla coach Emilie Wapnick.

 

 

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Scritto il 14 maggio 2018
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